Il legnatico costituisce un’estrinsecazione tipica del diritto di uso civico.

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Cos’è il diritto di legnatico?

Lo ius lignandi è il diritto di far legna, per i bisogni domestici o il lavoro rurale, piuttosto che per la costruzione di fabbricati rurali o per commercio1.

Esso comprende la possibilità di usare, oltre alla legna utile, la legna morta, di qualsiasi natura e dimensione e quella verde dei cespugli fruttiferi della parte più bassa degli alberi.

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Origine del diritto

L’origine è delle più antiche, si riscontra sia nella legislazione dei Burgundi2 che nell’Editto di Rotari3 , trovandone traccia anche in epoca romana4.

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Usi civici e beni civici

Fra gli usi civici di legnatico ed i beni civici, intesi come boschi, vi è una naturale connessione.

L’uso civico di legnatico s’intende esercitabile su quella parte di territorio comunale assegnata alla categoria “A” dall’articolo 11 della legge 1766/275.

Tali beni, dopo l’assegnazione a categoria, vengono considerati come se fossero beni pubblici a destinazione forestale6.

Sono in realtà beni collettivi, eventualmente solo gestiti dall’ente pubblico, che ne cura solamente l’amministrazione in nome e per conto degli utenti, rimanendo la titolarità in capo alla collettività di riferimento. L’equiparazione a beni pubblici a destinazione forestale è finalizzata all’assoggettamento alla normativa di riferimento per quanto riguarda la gestione forestale.

I beni di cui sopra sono quindi interamente sottoposti al regime e alle finalità del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3267, ancora vigente, recante “Norme in materia di riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”.

La fonte di disciplina primaria delle modalità di esercizio del diritto di legnatico è costituita dai regolamenti comunali o frazionali e da quelli delle Università agrarie, i quali intervengono a stabilire, spesso con prescrizioni molto dettagliate, i limiti alla raccolta ed anche all’utilizzo del legname.

Essi spesso richiamano le norme generali sugli usi civici7, la Legge Galasso8 e le sue modifiche, nonché il d.lgs. 3 aprile 2006, n. 1529, rubricato “Norme in materia ambientale”.

Tali regolamenti si devono adeguare ai piani economici di cui agli articoli 13010 e 13511 del r.d. 3267/1923.

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Esercizio del diritto

Quanto allo specifico contenuto del diritto di legnatico, esso può avvenire secondo distinte modalità.

L’esercizio di tale diritto, nelle sue varie estrinsecazioni, è generalmente limitato nelle quantità annue12per famiglia ed è contraddistinto quasi sempre dalla gratuità per la generalità degli utenti.

Vi possono essere forme agevolative per categorie “deboli” che altrimenti non avrebbero la possibilità di esercitare il diritto.

Per esempio, può essere stabilito, talvolta dietro pagamento di un corrispettivo per i costi della messa in opera di queste modalità semplificate13 , che del legname già pronto sia messo a disposizione degli interessati presso soggetti terzi o che esso sia trasportato in luoghi facilmente accessibili.

Modalità di esercizio

In riferimento alle modalità di esercizio del diritto di legnatico, in primo luogo vi è la raccolta a titolo gratuito di legna secca da ardere, giacente a terra14.

Per legna raccogliticcia si intendono i rami, i cimali, le cortecce e gli altri residui di tagli15.

La seconda modalità, molto diffusa soprattutto nelle zone montane, è quella di assegnare intere piante dalle quali trarre la legna da ardere, che possono essere in piedi o già esboscate. Il quantitativo può essere determinato in sede di sessione forestale16 in base alle richieste pervenute e alla materia prima disponibile o prestabilendo un massimo per nucleo famigliare17.

La terza modalità prevede l’assegnazione di legname da opera per manutenzione straordinaria o costruzione dell’edificio di proprietà, generalmente considerando solo l’abitazione di residenza18.

In questo caso la limitazione quantitativa può essere relazionata in percentuale al progetto presentato per l’esecuzione dei lavori o in termini assoluti, quantificando un massimo di metri cubi di legname assegnabile19 o seguendo dei parametri in relazione ad ogni singolo elemento del progetto20.

In molti regolamenti è prevista anche una limitazione temporale, che non permette di esercitare nuovamente il diritto di legname da opera prima di un determinato periodo di tempo21 , salvo casi eccezionali, valutati dall’Amministrazione.

Vi è inoltre l’obbligo di utilizzare il legname entro il termine stabilito dalla concessione edilizia o quello diverso stabilito dal regolamento, la trasgressione del quale prevede la restituzione di detto legname al Comune22.

Il legname deve essere generalmente utilizzato per opere esterne, anche se non mancano esempi di diritto di legnatico per mobilio23.

In tutti questi casi, l’esercizio del diritto è strettamente legato al fabbisogno familiare, essendo assolutamente vietate forme di commercio o di cessione a qualunque titolo 24.

L’utente è tenuto al rispetto delle norme contenute nel regolamento forestale vigente e a mantenere la pulizia e l’accessibilità di strade e boschi come di volta in volta prescritto dal custode forestale25.

Le sanzioni possono prevedere sia il pagamento di una sanzione pecuniaria, che la sospensione dall’esercizio del diritto per un determinato periodo di tempo.

L'assegnazione del diritto di uso civico di legnatico è subordinate a limitazioni quantitative (ad es. un massimo di mc per ogni nucleo famigliare) e temporali (es. un tot di legname ogni 5 o 10 anni).

  1. A. Palermo, voce Usi civici, Nss. D.I., vol. XX, 1975
  2.  Popolazione barbarica del V secolo d.C. http://www.treccani.it/enciclopedia/burgundi/
  3. L’Editto di Rotari fu la prima raccolta scritta delle leggi dei Longobardi, promulgato nel novembre 643 da re Rotari. http://www.treccani.it/enciclopedia/rotari_%28Dizionario-di-Storia%29/

  4. In epoca romana i boschi erano normalmente in proprietà al populus romanus, per cui raramente venivano concessi in locazione. I Romani distinguevano i boschi in due categorie: quelli destinati al pascolo e quelli destinati a produrre legname. Con l’avvento delle colonie essi presero ad essere proprietà delle colonie o beni privati del singolo. R. Trifone, Gli usi civici, Trattato di diritto civile e commerciale, vol. XI, tomo II, 1963 citato in F. Fontanarosa, Sanzioni amministrative relative all’uso di legnatico, in Sanzioni amministrative in materia di usi civici, Giappichelli, 2013, pag. 260
  5. Articolo 11 l. 1766/27: I terreni assegnati ai Comuni o alle frazioni in esecuzione di leggi precedenti relative alla liquidazione dei diritti di cui all’art. 1, e quelli che perverranno ad essi in applicazione della presente legge, nonché gli altri posseduti da Comuni o frazioni di Comuni, università, ed altre associazioni agrarie comunque denominate, sui quali si esercitano usi civici, saranno distinti in due categorie: a) terreni convenientemente utilizzabili come bosco o come pascolo permanente; b) terreni convenientemente utilizzabili per la coltura agraria
  6.  L. De Lucia, Usi Civici (Dir. pubbl.),  Dig. Pubbl., UTET, 1999
  7. La legge 16 giugno 1927, n. 1766 ed il r.d. 26 febbrario 1928, n. 332; entrambe i testi normativi sono ancora in vigore.
  8. Legge 8 agosto 1985, n. 431, modificata dal d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) ed in parte abrogata dal d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 490
  9. La normativa è ancora in vigore, sebbene alcuni articoli abbiano subito delle modifiche dal d. lgs. 29 giugno 2010, n. 128
  10. Art. 130 r.d. 30 dicembre 1923, n. 3267. I boschi appartenenti ai Comuni e ad altri enti, escluse le società anonime, debbono essere utilizzati in conformità di un piano economico approvato o, in caso di mancata presentazione, del progetto prescritto dalle Regioni. I piani suddetti, approvati o prescritti come sopra, saranno parificati a tutti gli effetti di legge alle prescrizioni di massima di cui all’art. 10 . Aggiornato alla G.U. del 14/06/1999, n. 137
  11. Art. 135 r.d. 30 dicembre 1923, n. 3267. I pascoli montani appartenenti agli enti di cui all’art. 130 devono essere utilizzati in conformità di apposite norme approvate o prescritte dalle Regioni. Contro le disposizioni è ammesso ricorso alle Regioni entro sessanta giorni dalla notificazione di esse. Aggiornato alla G.U. del 14/06/1999, n. 137
  12. Ad esempio, per quanto riguarda il legname da opera, l’art. 11 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Castello Tesino (TN) prevede che sia l’autorità forestale, in sede di sessione forestale, a stabilire, sulla scorta del piano economico dei ben i silvo-pastorali, i quantitativi massimi di legname che potranno essere utilizzati nell’annata. In mancanza del piano, tali quantitativi verranno determinati in via prudenziale dall’autorità forestale, tenendo conto della consistenza della provvigione legnosa e dell’incremento dei boschi.; Nel senso di determinare annualmente in base alle richieste presentate il quantitativo assegnabile ad ogni nucleo famigliare è anche l’art. 22 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Ziano diFiemme.
  13. Ad esempio, l’art. 10 B.3) del Regolamento per l’esercizio dei diritti ed il godimento dei beni d’uso civico del Comune di Ronzo-Chienis (TN) in http://www.comune.ronzochienis.tn.it/Comune/Documenti/Regolamenti/Regolamento-per-l-esercizio-dei-diritti-ed-ilgodimento-dei-beni-d-uso-civico (consultato il 1 dicembre 2016) prevede delle modalità agevolative per quanto riguarda il diritto di legnatico da ardere ai censiti ultrasettantenni, portatori di handicap, o comunque impossibilitati all’esercizio del diritto per comprovati motivi, la cui procedura sarà stabilita di anno in anno dalla giunta comunale; le stesse modalità sonopreviste all’art. 22 del Regolamento del Comune di Tesero. L’art. 17 del Regolamento per l’esercizio dei diritti ed il godimento dei beni d’uso civico della frazione di Pozza di Fassa (TN) prevede che per garantire il diritto di legnatico ai Capifamiglia anziani, l’Amministrazione frazionale, direttamente o mediante accordo con soggetti terzi, fornisce agli stessi la legna alle condizioni e secondo le modalità stabilite dal Comitato di Amministrazione.
  14. Ad esempio: art. 3 Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Castello Tesino in http://www.comune.castello-tesino.tn.it/Comune/Atti-edocumenti/Regolamenti/Regolamento-per-la-disciplina-dell-esercizio-del-diritto-civico(consultato il 1 dicembre 2016); art. 21 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Ziano di Fiemme in esercizio-del-diritto-d-uso-civico (consultato il 1 dicembre 2016)
  15. Art. 23 Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Castello Tesino.
  16. La Sessione forestale si svolge una volta all’anno, di norma nel mese di gennaio, e rappresenta il momento ufficiale di incontro tra la Pubblica Amministrazione, i proprietari e la collettività per approfondire e discutere le problematiche concernenti il bosco e il territorio silvopastorale.
  17. Ad esempio, l’art. 10 B.2) del Regolamento per l’esercizio dei diritti ed il godimento dei beni d’uso civico del Comune di Ronzo-Chienis prevede l’assegnazione di 4 mc all’anno al massimo per ogni nucleo famigliare; l’art. 20 del Regolamento del Comune di Tesero prevede invece l’assegnazione di massimo 12 mc per nucleo famigliare.
  18. Non sempre si prende in considerazione la sola abitazione di residenza. Vi sono regolamenti che prevedono la possibilità utilizzare legname da opera proveniente dall’esercizio dell’uso civico anche per altri fabbricati, specialmente di proprietà di aziende agricole, come depositi, fienili, masi o stalle. In questo senso, si può vedere l’art. 14 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Castello Tesino; artt. 10 e 17 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto d’uso civico del Comune di Ziano di Fiemme (TN).
  19. Ad esempio, l’art. 10 A.2) del Regolamento per l’esercizio dei diritti ed il godimento dei beni d’uso civico del Comune di Ronzo-Chienis prevede l’assegnazione di al massimo 10 mc/annui; il Regolamento del Comune di Tesero invece prevede che la quantità massima assegnabile sia di 21,45 mc una tantum, salvo qualora l’abitazione oggetto degli interventi sia distrutta o gravemente danneggiata da una calamità naturale.
  20. Prevedono una tabella di parametri da seguire nel quantificare la quantità in metri cubi di legname da opera assegnabile i regolamenti per la disciplina dell’esercizio dei diritti di uso civico dei Comuni di Castello Tesino e Ziano di Fiemme.
  21. Vedi ad esempio, l’art. 13 del Regolamento per l’esercizio dei diritti ed il godimento dei beni d’uso civico della frazione di Pozza di Fassa (TN), in usi-civici-ASUC-Pozza-di-Fassa (consultato il 1 dicembre 2016) che prevede che l’esercizio del diritto di legnatico da opera non possa essere riesercitato prima del passaggio di 30 anni.
  22. Art. 19 Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Castello Tesino.
  23. Ad esempio, l’art. 17 del Regolamento per l’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Tesero.
  24. Art. 25 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Faedo (TN), in http://www.comune.faedo.tn.it/Comune/Documenti/Regolamenti/Regolamento-Usi-Civici (consultato il 1 dicembre 2016)
  25. Art. 23 del Regolamento per la disciplina dell’esercizio del diritto di uso civico del Comune di Ziano di Fiemme.

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