Come leggere una visura – visura tavolare – libro fondiario – openkat

Molto spesso per sbrigare pratiche relativi a beni immobili ci viene richiesto di produrre una visura. E’ quindi molto importante capire come si legge una visura.

In questo articolo in particolare vedremo come si legge una visura tavolare.

Ma partiamo dall’inizio.


Cosa è una visura

La visura tavolare è un documento riassuntivo delle iscrizioni del Libro Fondiario relative ad uno specifico bene immobile, nel quale si possono rinvenire i seguenti dati:

  • la consistenza;
  • le parti comuni alle particelle materiali che formano una particella edificiale;
  • il proprietario del bene;
  • il titolo di acquisto della proprietà;
  • eventuali aggravi sul bene.

Come leggere una visura tavolare

Una volta delineato sommariamente di cosa si tratta, è bene soffermarsi su come leggere una visura. Mai vista una visura tavolare?

Di seguito analizzeremo ogni sua parte!

La visura tavolare è un documento riassuntivo dei dati riportati nel libro fondiario, che è un particolare tipo di trascrizione di origine austriaca vigente solo in alcune zone d'Italia.
è importante capire come leggere una visura tavolare per conoscere i dati riportati relativi ai beni immobili analizzati.

Introduzione

1 – Ufficio del Libro Fondiario

In Provincia Autonoma di Trento ci sono 12 Uffici del Libro Fondiario: Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Fiera di Primiero, Fondo, Malè, Mezzolombardo, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Rovereto, Tione di Trento e Trento.

Ogni Ufficio si occupa della tenuta del Libro Fondiario relativo ai comuni catastali di sua competenza.

In particolare, il servizio del Libro fondiario svolge le seguenti attività:

  • sovrintende all’impianto, al ripristino ed alla tenuta del libro fondiario;
  • svolge le funzioni di controllo, di verifica e di ispezione delle attività connesse alla tenuta del libro fondiario;
  • cura, in accordo con la struttura competente in materia di Sistema informativo elettronico provinciale, la definizione dei programmi di informatizzazione dei servizi del libro fondiario nel contesto di una coordinata realizzazione del sistema informatico/informativo.

La prima cosa da controllare quindi quando si deve fare una visura tavolare è qual è l’Ufficio del Libro Fondiario competente rispetto al comune catastale in cui è ubicato l’immobile in questione.

Il problema non si pone qualora ci si affidi al servizio online Openkat, in quanto nella ricerca viene richiesto solo il comune catastale e non anche l’ufficio del Libro Fondiario di riferimento.


2 – Stato della visura

La visura tavolare può essere attuale o storica.

Qualora si richieda la visura attuale, sia presso gli Uffici del Libro Fondiario che attraverso il sistema Openkat, questa è aggiornata al giorno antecedente a quello in cui viene estratta.

Vi è anche la possibilità di richiedere una visura storica, che riporta tutte le modifiche quanto alla consistenza ed alla proprietà del bene immobile considerato.


3 – Comune catastale

I territori in cui vige il sistema tavolare sono suddivisi in comuni catastali, che possono anche non coincidere con il comune amministrativo.

Per ciascun comune catastale (C.C.) esiste un libro maestro che raccoglie tutte le partite tavolari (P.T.), ovvero i fogli destinati a recepire le iscrizioni che si riferiscono ad un corpo tavolare.

Viene altresì indicato il distretto di riferimento. In Provincia di Trento ci sono 12 distretti, corrispondenti ai rispettivi Uffici del Libro Fondiario (Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Fiera di Primiero, Fondo, Malè, Mezzolombardo, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Rovereto, Tione di Trento e Trento).


4 – Partita tavolare

La partita tavolare può essere definita come un contenitore o classificatore dei beni immobili di un medesimo comune catastale.

Essa raggruppa infatti i beni di proprietà di uno o più soggetti (ad esempio, la P.T. 1 può raggruppare tutti i beni di sola proprietà di Tizio, mentre se Tizio è comproprietario di altri beni con Caio, vi sarà una P.T. 2 che li raggruppa).

Può essere considerata l’atto fondamentale del Libro Fondiario e da tutto lo stato giuridico della particella, fondiaria od edificare che sia.

La partita tavolare consta di 3 fogli:

  1. FOGLIO A: o foglio di consistenza, ripartito nelle sezioni A/1 e A/2.
    1. FOGLIO A/1: contiene il numero della PT, il comune catastale la sezione e il distretto. L’indicazione delle parti componenti il corpo tavolare con il numero della particella edificiale (p.ed) o di quella fondiaria (p.f).
    2. FOGLIOA/2: o foglio dei movimenti, riporta le iscrizioni che giustificano le modifiche delle particelle, la descrizione di tutte le porzioni e relative parti comuni quando un edificio viene suddiviso in porzioni materiali (P.M.).
  2. FOGLIO B: o foglio di proprietà, che riporta il nome del proprietario o dei proprietari con la rispettiva quota e le annotazioni relative ad eventuali limitazioni all’esercizio del diritto di proprietà.
  3. FOGLIO C:foglio degli aggravi, in cui vengono iscritti gli atri diritti reali ed i cd “oneri reali” e vengono annotati gli atti di pignoramento, sequestri , vincoli.

La partita tavolare può subire delle variazioni sia soggettive (es. cambio di proprietario) che oggettive (ad es. escorporazione di una particella) o può essere creata ex novo proprio a causa di una di queste variazioni.

Per questo motivo la visura tavolare indica la data di apertura (dicitura “apertura il…” sotto al Comune catastale).

nb! Tenendo ben a mente la struttura della partita tavolare, è molto più semplice capire come si legge una visura!


5 – Piombatura

La c.d. piombatura è un’iscrizione sul libro fondiario che può essere provvisoria o definitiva ed è identificata da un codice progressivo su base annuale, il c.d. G.N.


Fogli

6 – Foglio A1

Come detto, il Foglio A è detto foglio di consistenza, poiché riporta i dati relativi ai beni immobili presi in considerazione dalla visura.

In particolare, il Foglio A1 riporta:

  • il numero della partita tavolare
  • il comune catastale
  • la sezione
  • il distretto
  • le parti componenti il corpo tavolare (n. di p.ed. o di quella fondiaria p.f.). – (nn. 7 e 8 dell’immagine)

n. 9 – Ai giorni nostri, grazie al collegamento con la banca dati catastale sono indicati anche coltura, reddito e superficie catastali. E’ comunque opportuno ricordare che i dati catastali riportati non assumono valenza tavolare.


10 – Foglio A2

Il Foglio A2 è detto “dei movimenti”, essendo riportate in esso le iscrizioni che giustificano le modiche delle particelle, la descrizione delle porzioni (n. 11) e relative parti comuni di un edificio divisi in porzioni materiali, nonché le evidenze dei diritti attivi, le consortalità e le proprietà congiunte (n. 12).


Proseguendo nell’analisi di come leggere una visura tavolare, ci si imbatte nel Foglio C – comune. Ma cosa significa?

Foglio C

Il Foglio C è detto degli aggravi.

Ciò in quanto su ques’ultimo vengono iscritti gli altri diritti reali e i c.d. oneri reali, vengono inoltre annotati pignoramenti, sequestri, vincoli etc.

Perché Foglio C comune? Poiché, a differenza delle sezioni che seguono (C -pm. 1 e C p.m. 2), il foglio in questione riguarda tutte le p.m. prese in considerazione.


Foglio B

Il Foglio B (n. 14) c.d. di proprietà riporta il nome dei (o dei ) proprietario, la quota di proprietà in capo a questi ultimi (n. 15), annotazioni di eventuali limitazioni all’esercizio del diritto di proprietà (es. fallimento, interdizione..).

Inoltre, come si può vedere al n. 16, viene fatto riferimento all’atto con il quale è stata intavolata la proprietà in capo al soggetto in questione, con indicazione del numero di G.N. e della tipologia di atto (es. certificato di eredità, contratto, donazione…).


Questa breve analisi su come leggere una visura tavolare è giunta al termine. Naturalmente sono disponibile a chiarire ogni dubbio o perplessità.

Ricordo che il mio studio offre la possibilità di effettuare ricerche tavolari online avvalendosi del sistema informatico Openkat.

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2 Replies to “Come si legge una visura tavolare”

  1. Buingiorno,
    la sua spiegazio e mi è stata di grande aiuto per integrare i miei studi.
    Le chiederei cortesemente di farmi luce su un concetto che non mi è chiaro: la piombatura.
    La ringrazio infinitamente.

    1. Buongiorno,
      mi fa molto piacere.
      Cercherò di essere il più chiara possibile per quanto riguarda la piombatura.
      Quando è stata presentata una domanda tavolare vi è uno speciale mezzo di pubblicità, la piombatura appunto, che viene portata avanti dall’Ufficio del Libro Fondiario competente per la domanda.
      In questo caso il conservatore ha l’obbligo di riportare, con un apposito appunto scritto a matita (dal quale deriva, appunto, il nome “piombatura”), il numero progressivo annuale assegnato all’istanza, annotandolo sul foglio della P.T. in cui verrà effettuata, se concessa, l’iscrizione. In questo modo sia l’Ufficio che i terzi possono avere contezza del fatto che è stata presentata una domanda relativa a quel bene, il cui contenuto potrà trovare conferma solo successivamente con il decreto del Giudice Tavolare.
      Certo che oggi, con l’informatizzazione dei sistemi, tale operazione risulta diversa e ritengo che questo sia uno dei motivi principali per cui a primo acchito l’operazione di piombatura non risulta chiara.
      Rimango naturalmente a disposizione qualora vi fossero altri dubbi.
      Cordiali saluti
      Avv. Alessia Chiocchetti

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